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| Sacro Triduo Pasquale 2008 - Omelia del Venerdì santo nella Passione del Signore |
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![]() Non c’è davvero molto da commentare di fronte alla morte, soprattutto quando essa si presenta a noi in tutto il suo dramma umano e divino: questa morte non è come tutte le altre, è l’inizio del senso che la morte umanamente non ha! Ieri, dopo la S. Messa nella Cena di Gesù, abbiamo deposto l’Eucaristia nell’altare che in pieno rispetto dell’Amore che totalmente si sacrifica sulla croce. Questo Amore ci chiama, ci scuote, non ci dà pace soprattutto nei molti crocifissi della storia, continuamente messi a morte per odio, vendetta, indifferenza, ignoranza… E quante volte anche noi, per tante ragioni, ci sentiamo in croce… ed è come sentirsi morti. Ma Gesù, per non lasciarci orfani, sotto la sua croce ci fa dona della Madre, come ci testimonia San Giovanni; così l’Amore non conosce sosta. La massa, la folla, ce n’era davvero molta anche allora, aveva partecipato alla morte di Gesù come fosse uno spettacolo, se tale può essere l’esecuzione di un uomo! (Da allora non ne abbiamo avuti molti di guizzi di civiltà…!). Noi con chi vogliamo stare oggi? Non si può conoscere la bellezza della vita se non si riconosce l’Amore e colui che dell’Amore è l’Autore. Con voi quest’oggi, voglio condividere il silenzio della morte del Figlio, accanto a Maria, sentendola nostra Madre. Con voi voglio adorare e baciare quel Crocifisso, Amore donato. Con voi e per voi pregare allargando le braccia laddove ci ha preceduto Cristo nel segno della donazione totale a voler cingere l’intera umanità come tra poco esprimeremo nell’adorazione della Croce e nella preghiera universale. |
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